Castelli, torri e borghi: una mappa del Medioevo nel cuore del Monregalese
testi di Sebastiano Carrara
Castelli, torri e borghi nel Medioevo Monregalese
L’incastellamento è un fenomeno storico e sociale che si sviluppò in Europa tra il X e il XII secolo, con particolare intensità nell’Italia centro-settentrionale. Esso consisteva nella concentrazione della popolazione rurale attorno a un castello o a una struttura fortificata, generalmente situata su un’altura o in una posizione strategica.
Nella divulgazione, soprattutto in ambito scolastico, l’incastellamento viene spesso interpretato come una risposta alla necessità di protezione in un periodo di instabilità e insicurezza.
Tuttavia, le motivazioni profonde di questo processo vanno ricercate nelle dinamiche di riordino dei poteri territoriali, legate al controllo delle risorse economiche e alla gestione dei traffici e dei commerci locali.

Anche il territorio della diocesi di Mondovì — che si estende dalla pianura monregalese fino alla val Bormida — è fortemente caratterizzato dalla presenza di un gran numero di strutture fortificate.
Nella realizzazione di questi sei fascicoli si è scelto di analizzare alcuni casi emblematici, rappresentativi della varietà territoriale e delle diverse tipologie architettoniche presenti nell’area.
Nel corso del Medioevo, la forma e la funzione degli insediamenti umani sono state profondamente influenzate dalle esigenze politiche, economiche e militari dei poteri dominanti.
In particolare, si possono distinguere due principali tipologie insediative:
- i borghi di nuova fondazione
- i castelli fortificati,
ciascuno rispondente a logiche differenti di organizzazione dello spazio e del potere.
I casi di Priero e Rocca de’ Baldi rappresentano esempi significativi di borghi creati ex novo, voluti da un’autorità – laica o ecclesiastica – in aree precedentemente disabitate o bonificate.
Tali fondazioni rispondono a motivazioni:
- strategiche (controllo del territorio),
- economiche (sviluppo del commercio e dell’agricoltura),
- fiscali (il signore fondatore poteva esercitare diritti diretti sugli abitanti).

Questi insediamenti si distinguono per una struttura urbanistica pianificata, con vie ortogonali, spazi pubblici ben definiti, e una netta distinzione tra funzioni civili e religiose.
Diverso è il caso di Niella Tanaro, dove la genesi dell’insediamento è legata alla costruzione di un castello a presidio di un guado strategico sul fiume Tanaro.
Qui il centro abitato si sviluppa attorno a una torre primitiva, nucleo originario del complesso fortificato, in un’area di confine tra giurisdizioni signorili ed ecclesiastiche, tra le Langhe e la pianura.
L’insediamento risponde dunque a una logica difensiva e di controllo viario, riflettendo le tensioni territoriali dell’epoca.

Infine, i castelli di Murialdo e Battifollo offrono un chiaro esempio della tipica organizzazione spaziale dei castelli marchionali.
In entrambi i casi si nota la separazione tra l’area nobiliare, posta in alto e dominata dal dongione, e la zona destinata all’abitato, racchiusa entro una cinta muraria inferiore.
Questo tipo di organizzazione riflette la struttura sociale gerarchica dell’epoca e il ruolo del castello non solo come struttura difensiva, ma anche come centro amministrativo e simbolico del potere signorile.

Questi esempi mostrano come la forma degli insediamenti medievali non fosse casuale, ma il risultato di scelte politiche precise, in cui il paesaggio veniva modellato per rispondere a esigenze di controllo, sicurezza, sfruttamento delle risorse e affermazione del potere.
Un caso diverso è rappresentato dal castello di Mirabello a Chiusa di Pesio, costruzione tardo-medievale che si impianta su un’area di più antica frequentazione, della quale oggi restano solo tracce frammentarie.
Questo esempio mostra come, in alcuni contesti, l’occupazione del territorio non avvenisse ex novo, ma si innestasse su preesistenze antiche, reinterpretandole e adattandole alle nuove esigenze difensive, amministrative o residenziali dell’epoca.
Il castello di Mirabello testimonia quindi una continuità insediativa, anche se spesso le trasformazioni edilizie e l’erosione del tempo rendono difficile ricostruire con precisione le fasi più antiche.

Reportage dal Medioevo monregalese
Una sezione del sito è dedicata agli affreschi delle cappelle e delle chiese del Monregalese: preziose testimonianze della vita quotidiana nel tardo Medioevo. Una raccolta di autentiche “istantanee” del passato, raccontate grazie alla guida esperta di Aldo Clerico, dell’Associazione culturale “San Fiorenzo” di Bastia Mondovì.

Il lettore viene accompagnato in un affascinante viaggio tra usi, costumi e simbologie medievali, fedelmente rappresentati dagli artisti dell’epoca che “non si inventavano nulla” e inserivano nei loro affreschi gli oggetti, gli abiti, le armi, gli edifici, le scene di vita quotidiana che vedevano intorno a loro, consegnandoci un prezioso reportage direttamente dal tardo medioevo.
Una selezione di opere scelte da un patrimonio molto più ampio, che non mancherà di incuriosire e stimolare i lettori a visitare le antiche cappelle del Monregalese.

