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Itinerari partigiani – Il giro delle borgate in Val Pesio

Itinerari partigiani borgate val Pesio - Colletto
Itinerari partigiani – 5. Il giro delle borgate in Val Pesio – Nella foto: risalendo verso borgata Colletto i militari della “Littorio” si trovarono sotto le raffiche e le fucilate di due partigiani che presidiavano la frazione

Itinerari partigiani borgate Val Pesio – Per la pagina introduttiva e gli altri itinerari clicca qui. – Per gli itinerari partigiani della Battaglia di Pasqua in Val Pesio clicca qui – Il B-17 che cadde al Vaccarile qui


Dopo il durissimo rastrellamento del dicembre 1944, i partigiani delle Formazioni “R” (Rinnovamento) della Val Pesio e delle Valli monregalesi, al comando del cap. Piero Cosa e di Dino Giacosa, iniziarono a riorganizzarsi. Seguendo le direttive del Comando regionale, che indicava in 700 partigiani il numero minimo per costituire una Divisione, raggrupparono le brigate Pesio, Josina, Lurisia e Fossano nella IIIª Divisione Alpi Fossano, e le brigate Ellero, Maudagna, Corsaglia e Mondovì nella Vª Divisione Alpi Mondovì.
Dalla pianura dove si erano rifugiati dopo il rastrellamento, i ribelli iniziarono a tornare in val Pesio all’inizio del 1945, utilizzando come basi le borgate sparse nei boschi. I fascisti fin dal febbraio avevano tentato alcune puntate per sondare il terreno e valutare la dislocazione e la consistenza delle forze partigiane che, a loro volta erano passate all’attacco: il 2 marzo a Borgo San Giuseppe, alle porte di Cuneo, avevano assaltato il posto di bocco, prelevando armi e munizioni. Fu un duro colpo al morale e all’orgoglio dei fascisti, anche perché i 12 brigatisti catturati vennero rilasciati, ma costretti a tornare dal loro comandante provinciale in mutande. Due giorni dopo, in Val Ellero, un assalto alla caserma di Roccaforte costò la vita a un partigiano ed alcuni feriti, ma indusse i fascisti a lasciare il paese nei giorni successivi, però con una tragica scia di esecuzioni di partigiani e civili, tra cui tre ragazze che erano state prima tenute in ostaggio e torturate.

Attacco alla Val Pesio

Il 6 marzo un reparto fascista della Divisione “Littorio” attaccò la Valle Pesio, rastrellando i due versanti e raggiungendo San Bartolomeo con autoblinde e camion. Due file di armati uscirono dal paese in direzioni opposte, assalendo il distaccamento partigiano di Tetti Cicioni e, con forze maggiori, quelli nella zona di Cavaletto Soprano e delle borgate Burdei, Colletto e Truna. L’itinerario che proponiamo ci porterà in queste ed altri piccoli borghi ormai quasi tutti disabitati, tra gli splendidi boschi, a cavallo tra la val Pesio e il vallone di Lurisia.

Itinerari partigiani borgate Val Pesio – Percorso n. 5

Per seguire il percorso del blitz della “Littorio” del marzo ’45, occorre risalire in auto la valle fino a San Bartolomeo di Chiusa Pesio. Giunti davanti all’Albergo Ristorante Valle Pesio, svoltare a sinistra, attraversare il ponticello verso regione Crovera, ma poi proseguire dritto verso borgata Cavalet per qualche centinaio di metri sulla strada asfaltata e parcheggiare l’auto in prossimità della stradina ripida sulla sinistra, che poi va imboccata a piedi. Risalendo tra i boschi si superano le borgate Cavalet e Burdei. Proseguendo sulla stradina, a circa mezz’ora da dove si è lasciata l’auto, si scorgono dal basso le case della borgata Cavalet. Qui il 6 marzo ’45, i militi della “Littorio” furono accolti dalle sventagliate di mitra dell’unico partigiano di guardia alla frazione, mentre i suoi compagni erano impegnati altrove. A queste raffiche si aggiunsero quasi subito i colpi di moschetto di un altro partigiano che, per le precarie condizioni di salute era ospitato da una famiglia della borgata. Il rumore dei colpi, che avevano rallentato l’avanzata dei fascisti, attirò in breve tempo il distaccamento di borgata Maur (Mauri). I combattimenti si allargarono dal Colletto in direzione borgata Truna (ed è in questa direzione che, raggiunto il colletto sopra la frazione a cui dà il nome, il nostro itinerario discende lungo sentiero a sinistra e raggiunge tetti Truna in circa 15 minuti).

Itinerari partigiani - Il giro delle borgate in Val Pesio
Il Colletto, sopra l’omonima borgata. Di qui partono i sentieri per Tetti Truna e per i Baudinet

Nel pieno dello scontro al Colletto, alcuni partigiani filtrarono verso valle in zona Burdei, dove attaccarono e resistettero al nemico rifugiandosi in un capanno. I fascisti, prima di ritirarsi, incendiarono il primo capannone della frazione. Lo stesso gruppo di ribelli ripiegò per contrastare un’altra squadra di militi fascisti che si dirigeva verso tetti Truna.

Più tardi, circa trenta “littorini” ritentarono l’attacco al Colletto, superando San Bartolomeo verso la Certosa e poi cercando di aggirare i ribelli, utilizzando un sentiero a mezza costa, ma furono intercettati dai partigiani che li attaccarono furiosamente, respingendoli. Visto l’insuccesso della mossa, anche il grosso desisteva e abbandonava la valle.

Il nostro itinerario intanto ha raggiunto e superato borgata Truna. Sul fondo della valletta ci si ritrova in un intrico di stradine: occorre tenere la destra e, poco dopo, infilare il sentiero a sinistra in direzione di borgata Mauri (a 20 minuti da Truna), sede, nel ’45, del comando della Brigata Valle Pesio, oggi completamente abbandonata, nel folto della boscaglia. Dopo i Maur tenere la sinistra per visitare Tetti Rumanin e borgata Castello, da dove parte il sentiero in direzione Baudinet. Le poche case dei Baudinet Sottani (che si raggiungono in circa mezz’ora da Castello) si trovano su uno splendido crinale aperto, da cui si scorgono le cime della Val Pesio e la pianura cuneese sovrastata dal Monviso. Consigliamo una puntata verso i Baudinet Soprani dove un vecchio casale è stato adattato ad agriturismo. Tra le due frazioni si può ammirare uno splendido faggio di dimensioni ragguardevoli.

Itinerari partigiani borgate Val Pesio - Faggio Baudinet
Il grande faggio dei Baudinet – Itinerari partigiani, le borgate Val Pesio

Dai Baudinet Sottani, seguire la stradina per il ritorno, badando a infilare il sentiero che sale a sinistra dopo qualche centinaio di metri e che riporta, in circa 40 minuti, al Colletto, da dove, in un’altra mezz’ora si ridiscende al parcheggio.

La strage di borgata Fuggin

L’itinerario che abbiamo proposto è solo uno dei tanti percorsi possibili in questa zona, dove, per esempio si può visitare il Pilone dell’Olocco, sopra i Vigna. E ancora si può camminare tra questi borghi facendo memoria di tragici eventi del periodo della guerra partigiana e dell’occupazione nazi-fascista: nella zona tra le borgate Fiolera e Fuggin, durante i duri rastrellamenti di dicembre ’44, una pattuglia tedesca sorprese alcuni uomini disarmati nascosti in una stalla. Dopo averli derubati e percossi ne trucidò cinque, bruciando poi la stalla e le capanne circostanti. Un sesto uomo, mancato dalla prima raffica, si gettò a terra e si salvò rotolando sul terreno gelato del vallone del Porcheròt.

Letture per approfondire – Itinerari partigiani nelle borgate della Val Pesio

“La ragazza della notte di aprile e altre storie della guerra” è una splendida raccolta di episodi dell’esperienza partigiana di Mario Donadei, vissuta proprio nelle Formazioni “R” in Val Pesio e nella pianura antistante, tra Cuneo e Fossano. Uno di questi racconti-testimonianza è ambientato in borgata Maur, toccata dal nostro itinerario: racconta del partigiano Mario Valle, trentacinquenne e quindi uno dei più vecchi della Divisione. Viveva in una delle casette nel fitto del bosco con sua moglie e i quattro figli, che avevano dovuto fuggire da Chiusa Pesio per sottrarsi alle vendette dei fascisti. Pur essendo così vecchio, Mario Valle era della “Volante”, il reparto specializzando in azioni spericolate nelle zone occupate dal nemico. Aveva una motocicletta rossa con una piccola bandiera tricolore piantata nel manubrio. Al ritorno dalle missioni, i bambini sentivano il rombo della moto che saliva ansimando per la mulattiera dicevano: «Ecco papà che arriva»… – “La ragazza della notte d’aprile”, Ed. L’Arciere, 1985 (La casa dei Maur, pag. 54)

“Le formazioni “R” nella lotta di liberazione” di Giovenale Giaccardi (pag 259 – 260: scontro a fuoco alle borgate Cavalet – Truna – Burdei – Colletto marzo 45 – Pag. 223: la strage in zona Fiolera – Fugin – Porcherot

Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea della Provincia di Cuneo

In collaborazione con: Associazione partigiana Ignazio Vian – Cuneo


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 Itinerari partigiani borgate Val Pesio
I Baudinet Sottani – Itinerari partigiani borgate Val Pesio

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